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andrea un po' di privacy

May 28

27 MAGGIO: LA CICLABILE DEL SOLE (TRENTINO ALTO ADIGE)

Le 4.45 di sabato mattina. "Eh, che cosa sta succedendo? Dove mi trovo?"
E' solo la sveglia. In stato catatonico scendo dal letto, dopo una mezz'ora sono in macchina e dopo  un'altra mezz'ora arrivo al paese che si trova sulla tratta ferroviaria del brennero. Per la prima volta carico la bici sul treno, e troverò i vagoni preposti al trasporto bici chiusi, sia all'andata che al ritorno.. a un tedesco che ci chiederà informazioni, Diego il poliglotta risponderà con un laconico "italienisch..."
Chi è Diego? per la prima volta nei miei giretti cicloturistici ho un compagno di avventura, contattato tramite il newsgroup di ciclismo, e lo incontro a verona, dove vive per lavoro.
Altro treno e siamo a bolzano. Lui deve fare un salto all'università, io ne approfitto per fare il pieno di energia in una konditorei e poi farmi un giro per il centro molto carino.. ma anche molto trafficato dai pedoni! non si riesce a pedalare dal gran casino che c'è! Ne approfitto cmq anche per farmi un giro in periferia, visto che poi il centro l'avevo già visto in passato.
Verso le 10.15 siamo pronti e imbocchiamo la ciclabile, trafficatissima finchè non si esce da bolzano.  Comunque anche dopo, lungo tutto il percorso, si incrociano molti ciclisti, secondo me è abbastanza trafficata come strada, sicuramente molto di più della ciclabile del po, che il sabato precedente, pur in condizioni meteo più favorevole, era assolutamente deserta. Qui in trentino si pedalerà la mattina con il cielo velato, mentre il sole apparirà solo a trento, facendoci compagnia nel pomeriggio, e dando tutta un'altra luminosità al verde delle montagne.
Seguire il tracciat ciclabile è a prova di deficiente, vista la segnaletica perfetta. anche quando capita di imboccare la via sbagliata (a noi succede un paio di volte in tutto) dopo pochi secondi te ne accorgi perchè non sei più sulla ciclabile, e cmq basta guardare in questo caso dove sono gli altri ciclisti.
Diego ha una city bike, in più con le borse laterali dove ha caricato dei libri presi all'università. Io viaggio più leggero, cmq visto il trasporto in treno ho preferito riesumare la gloriosa Bianchi, comprata usata 12 anni fa per 100 mila lire, per cui presumo che abbia più di vent'anni. Mi accorgo della differenza, cmq il suo sporco lavoro la Bianchi la fa ancora, l'unica cosa di cui sento la mancanza è il cambio sul manubrio, per fortuna qua cmq il cambio non serve quasi mai.
Il percorso sulla ciclabile del sole è pianeggiante, ci sono cmq piccoli saliscendi  per passare ogni tanto sotto i viadiotti che uniscono le due sponde dell'adige.
La partenza è abbastanza sparata, si sta sui 31 km, più avanti si cala sui 28.
Verso Lavis la ciclabile risale in parte la foce del torrente alvisio.. si va ai 21.. ci interroghiamo se ci siamo piantati o meno, ma nel percorso inverso verso l'adige si va sui 35 e ci tranquillizziamo, er solo un falsopiano!
Fino a trento nessun problema, pranziamo in centro dandoci forse un po' troppo dentro... io mangio un piatto unico con spaghetti, wurstel, crauti,  una bistecchina, un uovo fritto, seguito da una meringata: non proprio un pranzo da "atleta". Un altro giretto per trento, addirittura Diego preferisce portare la bici a mano per digerire, e poi siamo pronti per rimetterci in marcia.. stavolta ad un'andatura più cicloturistica, sui 24-25. 
Prima di rovereto c'è un bicigrill! l'avevo letto anche su internet, però mi aspettavo qualcosa di meglio.. pensavo fossi un'oasi per ciclisti. in effetti è pieno di ciclisti, e c'è pure un televisore all'aperto dove non resisto e mi metto a guardare la salita del Giro al mortirolo, mentre Diego si appisola. Però immaginavo anche un centro meccanico per le bici, informazioni turistiche per ciclisti.. invece non è altro che un bar all'aperto.
Il tempo passa.. ripartiamo e mi accorgo che come al solito si è fatto tardi per i miei progetti. A rovereto Diego decide che è a posto così, ci salutiamo dandoci appuntamento ad una prossima biciclettata e proseguo da solo. 
Dopo la diga montedison sull'enel imbocco la ciclabile che arriva a riva del garda. peccato che qua incominciano le salite, e la mia povera Bianchi ha pochi rapporti (ecco perchè una volta facevo una fatica bestia in salita!), a cui si va aggiungere il vento contrario (si era alzato dopo trento) e la fatica che incomincia a farsi sentire.. per farla breve procedo lento verso riva.. arrivo a passo san giovanni che son le 17.50, e il treno da ala, l'ultimo, è alle 19.33.. anche stavolta non riesco a fare l'intero giro che avevo programmato.. mi fermo al bar sul passo (300 mt d'altezza, niente di che, ma son proprio una schiappa vista la velocità con cui sono salito...), mi mangio la quarta fetta di torta della giornata e via, torno verso la ciclabile del sole.
dopo chizzola la ciclabile si arrampica un po' sul pendio della montagna e si pedala in mezzo a vigneti, staccandosi dalle sponde dell'adige, per poi tornare sul fiume in prossimità di ala. arrivo alla stazione alle 19.20, quando il sole è già scomparso dietro le montagne della valle.
Gran bel giro, stavolta fatto poi in compagnia. Peccato solo non aver calcolato bene i  tempi per arrivare fino a riva del garda.
Un'altra volta che passerò da queste parti arriverò a rovereto, mi farò la ciclabile fino a riva del garda, e la ciclabile fino a Arco e il lago di cavedine, poi torno indietro alla ciclabile del sole, andrò a trento e mi farò la ciclabile della val sugana (lago di caldonazzo e levico).
 
 
 
May 22

20 MAGGIO 2006: giro della provincia ferrarese

Poteva essere un giro da 10, almeno secondo i miei canoni, cmq un 10 e
lode non glielo avrei dato per assenza di qualsivoglia salita: invece
è stato un giro da 7,5, per i mie soliti errori per troppa
sufficienza nell'orientarsi,  nel calcolo dei tempi, nella sfiga (due
cadute..) e nel malefico vento in faccia dopo 150 km di fuga
solitaria… ma andiamo per ordine, se avete voglia di leggere.
Il giro da 10, dopo questa esperienza ne sono convinto, sarebbe
partire da ferrara, farsi tutto il lato destro del po, fino a gorino
(delta del po), poi lido di volano, Comacchio, lato sinistro della
laguna di Comacchio, Ravenna, e treno per ferrara. L'avevo pure
pensato, ma non mi andava di prendere il treno e per un altro motivo.
Volevo infatti vedere il parco regionale di argenta.. peccato che con
la bici da corsa non ho visto nulla di particolarmente  interessante..
mi sa che il parco vada girato a piedi o in mtb. va beh, lascio la
macchina ad argenta e parto.. subito male! La stradina lungo reno che
avevo scelto fa schifo, perché scorre alla base dell'argine e non vedo
nulla, inoltre a un certo punto diventa bianca.. sono costretto a
deviare fino a molinella.. e quando arrivo a san Nicolò con 28 km già
sul groppone, c'è il cartello che indica argenta a 16 km.. in poche
parole, 12 km in più inutili!
Per recuperare decido di prendere la statale consistente in un bel
rettilineo fino a ferrara. Traffico del sabato mattina: assente!
Inoltre c'è una larga corsia di emergenza, che faccio mia ovviamente!
Ferrara la conosco già, ma scopro su un cartello che è città delle
biciclette e fa parte anche di una rete europea di città ciclabili..
in effetti un gran numero di strade hanno la loro ciclabile, separata
pure dal resto della strada da un cordolo. I ferraresi, vista la
dimensione ridotta della loro città, fra l'altro patrimonio
dell'umanità secondo l'unesco per il suo centro rinascimentale ben
conservato, utilizzano moltissimo le bici: si vedono pure graziose ed
eleganti signore e signorine scorazzare per il centro sulle due
ruote!!! Mai visto in altre città. Le loro gambe snelle e toniche
saranno merito della bici?
Foto di rito al castello estense e cattedrale (o duomo?) e via  verso
pontelagoscuro dove incomincia la ciclabile del po, che segue la riva
destra fino alla foce.Ciclisti: pochissimi, anzi nessuno con la bici
da corsa. Supero una coppia di mezza età con le mountain bike,
incontro qualche anziano abitante locale con bici comuni, e cmq non
più di una decina.. e per il resto il NULLA! Per molti km mi capita di
pedalare senza incontrare anima viva! Aggiungete che si pedala in cima
all'argine, senza  rumori, mi fa sentire solo soletto, fra l'altro
proprio oggi con sta tappona di pianura mi sono dimenticato a casa il
fedele lettore mp3!
La ciclabile del Po è larga, spesso come una strada comunale, in
alcuni tratti si restringe, passerebbe una sola macchina, l'asfalto è
comunque buono in quasi tutti i  tratti. Mi trovo nella particolare
situazione di non dovere guardare  la strada, non essendoci nessuno,
per cui ho la testa sempre girata di lato, tra il Po, larghissimo, che
scorre a sinistra, e la grande pianura padana alla destra, dove la
distesa di campi coltivati è punteggiata da olmi e pioppi, da casolari
di campagna, e da qualche piccolo borgo costruito attorno a un
campanile.
Molto bello questo paesaggio bucolico, anche se forse mi fa capire
perché non ci sono ciclisti. Primo: l'assenza di salite. Secondo:
questo panorama è rilassante e carino.. ma non cambia mai!!! Il Po è
sempre uguale, e la pianura idem! Fatto una volta, non hai stimoli a
rifare sto giro.. forse ci tornerò quando il Po sarà in odore di
esondazione, per vedere la sua potenza, o forse in una giornata di
nebbia.. il silenzio e la quiete, in mezzo a un paesaggio che non si
vede,  credo darebbe la sensazione di pedalare sospesi nel vuoto!
Alcuni tratti, pochi chilometri, sono chiusi e si devia sulla
provinciale.. che cmq è come farsi la ciclabile: sono praticamente
deserte! La prima segnalazione di deviazione la trovo dopo la pausa
pranzo a Ro, dove nella golena c'è un bar, un parchetto,  e la
ricostruzione di un antico mulino sul fiume. Dicevo, la prima
segnalazione di deviazione non la rispetto.. l'argine diventa una
strada bianca.. con una mtb si fa tranquillamente.. anche con una bici
da corsa, avevo paura solo di una foratura, mentre le altre due
deviazioni le ho rispettate, ma credo che se uno ha una mtb, non ha
bisogno di scendere dall'argine.
Dopo essermi fatto fuori un panino al crudo a ariano ferrarese, paese
che avrebbe fatto felice hitler a giudicare dal nome, quando riparto
mi accorgo che la gamba, dopo 120 km, non è più la stessa.. abbasso la
velocità di crociera di un paio di km, non che prima fosse alta, ma
prima la mia scelta di stare sui 26-27 era dovuta al fatto di volermi
godermi il panorama e perché sapevo che sarebbe stato un giro lungo..
ora  invece uso rapporti leggeri appositamente per fare meno fatica.
Le colline fossili mi incuriosivano. Colline sabbiose alte 7-8 metri,
testimoni del fatto che il po sta ingrandendo l'italia.. infatti una
volta queste dune si trovavano sul mare, mentre ora sono circa a una
quindicina di km dall'adriatico! Però le colline fossili, ora oasi
wwf, si rivelano una fregatura.. andrebbero girate a piedi, o in mtb..
per cui anche qui vedo poco.. in compenso ho perso tempo.. o meglio,
non mi ero reso conto che fino a sto punto me l'ero presa molto
comoda.. a bosco mesola faccio il punto.. decido così, a malincuore,
che non posso andare fino al delta del po per mancanza di tempo!
Per cui mi dirigo verso il lido di volano e.. sorpresona! Dopo 150 km
"in fuga solitaria" incappo in un forte vento che viene da sud ovest,
la sfiga è che un vento che si è alzato nel pomeriggio, per cui di
mattina non l'avevo a favore!  In pratica fino ad argenta avrò sempre
il vento contro o un po' laterale,  veramente fastidioso (oltre che
freddo, ma ormai sono abituato tra la pioggia torrenziale presa nel
salire al col langan, il freddo del 1 maggio alla gran fondo dove ero
uno dei pochi in maglietta, i giri fino a tarda ora etc..).
A lido di volano c'è la seconda caduta, la prima era stata a
ferrara..sul marciapiedi davanti a una chiesa procedevo lentamente
guardando le varie vie che si diramavano per decidere quale scegliere
per andare in centro, quando la ruota ha cozzato in pieno contro un
san pietrino divelto dalla sua sede e nascosto dal fogliame.. andando
piano, la ruota si è bloccata  contro l'ostacolo e BOOM!! Caduta
bruttina perché preso di sorpresa, meno male che andavo pianissimo!
Ematoma tra coscia e gluteo e taglio sul polso, simile a quello di un
aspirante suicida. Almeno ginocchia e gambe sono salve. Il secondo
botto è stato invece da coglioni.. non mi si è sganciato il pedale ed
ero su sabbia/terra per cui la ruota si è bloccata quasi  subito.. cmq
questa caduta l'ho accompagnata e non mi è successo nulla.
Arrivo a Comacchio.. e causa una cartina in effetti non molto chiara,
troppo piccola, mi perdo 3 volte prima di imbroccare la strada
giusta.. perdendo una ventina di minuti preziosi, visto che sono già
in lotta contro il tempo per non finire come al solito al buio…
La strada che va da nord a sud che arriva fino ad anita è la più
bella: a sinistra la laguna di Comacchio, che sembra un mare dal gran
che è vasta, a destra un altro canale.. si pedala insomma su una
lingua di terra.
L'oscurità mi coglie quando manca ancora una quindicina di km
all'arrivo.. per fortuna stavolta indovino la rotta! Imbrocco al primo
colpo  una stradina di campagna e mi ritrovo a pedalare nell'oscurità,
senza macchine (ne incrocerò solo 3, nessuna proveniente dalle mie
spalle) e diventa così buio che faccio pure fatica a leggere i
cartelli (fosse arrivata una macchina dietro mi sarei fermato e messo
il più a lato possibile). Mah, vi dirò, sensazione piacevole..
silenzio, temperatura fresca ( a me piace il freddo), oscurità.. sento
una grande pace, una grande quiete.. lontano da tutti e tutto, con la
mente sgombra… procedo ai 20 km/h con il rapporto agile senza spingere
sui pedali..  sono in completo relax.. ormai manca poco.. l'ultima
mezz'ora è stata forse il momento migliore dell'intera giornata!
Che dire: 7,5, non di + perché ho mancato il delta del po.. uno degli
obiettivi principali della giornata.
Ma se il dover rinunciare alla ciclabile di mantova, sempre per
mancanza di tempo, nel giro bogara-verona-lago di garda-nogara della
settimana scorsa, mi ha fatto elaborare un bel giro, la bolzano
mantova in 2 gg, oggi ho elaborato un'altra gita per il delta del po.
Parto in macchina da bologna. Prima faccio un'escursione a piedi per
il parco di argenta, poi visito a piedi Comacchio, e poi vado a
codigoro, dove noleggio una mtb.
Mi dirigo all'oasi delle colline fossili, che voglio visitare in bici,
poi escursione al boscone di bosco di mesola (boscone sarebbe il
parco) e via fino a goro-gorino, ossia il delta del po, attraverso il
ponte e mi faccio la litoranea della sacca di scardovari, risalgo per
tolla e porto tolle, taglio di po e passo nel veneto, dove visito
sempre nel delta  la riserva naturale bocche di po.. se ho tempo e
voglia si potrebbe arrivare fino a chioggia, prendere il traghetto e
pedalare nell'isola pellestrina e nell'isola del lido di Venezia! Bene
bene, da un  giro incompiuto, dove cmq ho pedalato per 220 km , nasce
l'idea per farne un secondo!
La novità di questo giretto era che ho inaugurato il lettore gps, il
garmin 205, comprato (335 scontato, 368 di listino) con tantissime
funzioni. A me servirà per tutti i miei tre hobby, ciclismo, podismo,
e trekking. Soprattutto per i secondi due, però nel ciclismo mi
permette di vedere su una mappa tutto il giro percorso, e
l'altimetria.. sarà interessante quando mi farò un po' di salita
vedermi il grafico, suddividere i settori, per studiare le pendenze e
la velocità nei singoli settori..
Ho già scaricato i dati sul programma che ho sul pc, bellino davvero
vedersi su mappa tutto il giro fatto, presto voglio metterli anche
online!

13 MAGGIO 2006: giro lombardo veneto

l primo errore è stato non alzarmi alle 6.30 come programmato...
dormendo un'ora in più - guardacaso! - arrivo un'ora dopo! ah non ho
preso il treno, ho caricato la bici in macchina, ho scoperto che è
così facile smontare le ruote e basta un telo per evitare di sporcare
i sedili e il gioco è fatto! fossi andato in treno poi avrei preso la
vecchia bianchi.. vecchia proprio, comprata 12 anni fa usata per un
tozzo di pane e oensionata 2 anni fa.
alle 9.30 parto da nogara, punto di partenza e si spera d'arrivo.
primo intoppo: il  contachilometri non funziona!!! sono incazzato, ma
alla fine penso sia stato meglio così, nessuna paturnia di tempi, e
chissenefrega dei km, sono qui per divertirmi!
i primi 30 km abbondanti fino a verona scorrono su un tavolo da
biliardo, non spingo a fondo, ad occhio intorno a una media dei 27;
nulla da segnalare se non un spettacolare airone che per qualche metro
vola parallelo a me!
a verona mi perdo in periferia, finendo in zona fiera e mettendoci un
po' per uscirne. poi eccomi sul percorso dei mondiali! la prima parte
la ricordo, c'ero 2 anni fa! peccato che poi, nonostante il gg prima
mi fossi visto la cartina (ma maledetta stampante rotta!) non inbocco
via dei colli e in breve mi trovo su via torrette ma avendo tagliato
un gran pezzo.. così faccio il percorso in via inversa, salendo da
quella che fu la discesa, e incomincio a trovare le scritte sbiadite
per terra.. ridiscendo per l'allora salita e ora finalmente ci sono!
mi faccio la salita originale, emozionante, e scendo per torrette..
peccato che in fondo alla discesa mi perda di nuovo.. finisco infatti
in.. tangenziale vietato ovviamente alle biciclette. 100 mt contromano
in tangenziale e poi ritorno verso il centro.
cazzeggio veramente tanto a verona, ho visto tutto e di +, me l'ero
studiata il gg prima, mi piace verona, c'ero già stato, e poi ci sono
le studentesse con quelle magliette fini che escono dal liceo e
popolano il centro.. va beh, lasciamo stare che se ne finisco al
gabbio, fatto sta che riparto da verona all'1.15, grosso errore. e non
ho neppure mangiato!
stavolta senza perdermi faccio corso milano e punto per bussolengo, la
gardenase mi sembra si chiami. piatta fino a bussolengo, dove mi
immolo nel tentativo di recuperare un gruppo ciclistico avanti a me di
150-200 mt.. mi metto giù a spingere come un maiale  con un rapporto
durissimo per me, quando arrivato a 30-40 mt subito dopo bussolengo
c'è uno strappetto.. e mi pianto, rimanendoci male! va beh, niente
aggancio al gruppone, in compenso poco dopo mi raggiunge un trenino di
ciclisti.. mi aggancio e in bello e divertente saliscendi fino a
lazise prima e garda poi mi faccio portare a destinazione in carrozza!
pranzo a garda sul lungo lago, quando appena finito i miei spaghetti
aglio olio peperoncino si presenta un inglese: "do u speak english?"
"a little.." In pratica ha visto la mia maglia dei 10 colli bolognesi,
ed è entusiasta. gli spiego un po' la corsa e la mia esperienza, e
prob il prox anno verrà anche lui a correrla! poi mi racconta di una
gran fondo che ha fatto due anni fa sui pirenei, il giorno prima che
passasse il tour. la strada era già chiusa e han corso la stessa
identica tappa dei professionisti! 170 km e salite a iosa, anche se
dice che la pendenza max era del 12 %, però con salite lunghe anche 20
km... sti cazzi!  cosa carina cmq correre una tappa dei
professionisti, dovrebbero farlo anche in italia!
altro trenino che mi porta a torri del benaco (ma dopo gli spaghetti
non mi limito a farmi portare a spasso e mi metto anch'io davanti a
tirare) e il prox traghetto parte alle 4! cazzooo che tardi!
va beh, alle 4.30 sono in lombardia, a maderno, anche qui piattiume
fino a salò, mi perdo nel centro di salò tanto per cambiare, poi
saliscendi continui praticamente fino a desenzano.. la mia cittadina
preferita del lago. son le 5.40.. che tardi!! mentre mangio un
bananasplit elaboro un piano d'emergenza con le fotocopie dell'atlante
stradale..
niente mantova.. a peschiera farò un pezzo di ciclabile e poi proverò
a tagliare a sud  est verso nogara. incomincio a pompare, alzo la
media, ma cmq mi ci vogliono 35-40 minuti per arrivare all'inizio
della ciclabile (da peschiera in poi chiederò sempre informazioni alla
gente, prima mi ero trattenuto)
bellissima la ciclabile del mincio! primo tratto sterrato e già sto
bestemmiando, poi invece solo asfalto fino a valeggio.. non resisto..
mi fermo a fare foto.. e con la funzione telecamera a riprendere
strada panorama e ciclisti mentre pedalo!
dopo valeggio rieccomi in quella landa verde desertica della pianura
padana..
vi snocciolo i nomi: villafranca (dove chiedendo info a quelli del bar
mi scambiano per un professionista.. ma manco un amatore ha i peli
nelle gambe, sveglia!), nogarole rocca, trevenzuolo. tra questi due
paesi  la stradina di campagna, tra campi di riso ,zero macchine,
gracidare di rane e frinire di grilli non mi fa dispiacere + di tanto
di aver perso  mantova e 3/4 di ciclabile, poi però la strada torna a
essere una noiosa provinciale.. erbè.. la strada per sorgà è chiusa!
sfiga acutissima, è già buio! semidisperato quelli del bar mi dicono
che cmq c'è un passaggio per i pedoni (e i ciclisti, aggiungo io
ehehe). a sorgà è buio ma dicono che mancano 7 km a nogara (non è che
ci siano tanti cartelli in giro.. meno male che i bar in questi
paeselli sono tutti sulla via principale e nei bar la gente di paese
si siede nei tavolini all'aperto a bersi un amaro e chiaccherare)...
bene i primi 3.. e poi.. ore 21, ossia buio, eccomi sulla STATALE.
un rettilineo di 4 km che porta a nogara.
senza luce, da cagarsi addosso con le macchine che ti passano a quasi
o forse non quasi a 100 km/h e tu non hai niente per farti notare.. mi
sembra di giocare alla roulette russa.. l'unica cosa che posso fare e
stare sulla riga bianca se non oltre.. e non sento la fatica,
incomincio a pompare per finire st'incubo di strada il prima
possibile.. in effetti passa in fretta.. per essere 4 km mi sembrano
cortini.. ma quanto ci ho tirato per levarmi da questa situazione? fra
l'altro rischiando di ammazzarmi in eventuali buche!
arrivo a nogara felice e.. ma dov'è la macchina? all'andata ho fatto
un'altra strada e oltretutto ora è buio.. però con la forza della
disperazione riesco a trovarla quasi subito! 21.15 circa.. quasi 12
ore.. non male come giretto!
vado al bar ad abbeverarmi.. torno e mi accorgo che avevo lasciato la
portiera aperta! anche se non mi sembrava, mi sa che ero un po' cotto!
May 21

7 maggio 2006: casa carpi modena casa

Mah, questo giro nasce dal fatto che volevo andare fino a carpi, città dove lavoro, per fortuna ancora per poco, con la bicicletta da corsa.
 
castel maggiore- sala bolognese- san giovanni in persiceto- nonantola- bomporto-limidi-carpi- modena- via emilia fino a bologna- castel maggiore.
 
nulla da segnalare ( l'unico posto degno di nota è il centro di modena) se non che è stato il primo giro lungo della stagione, circa 140 km, destinato però ben presto ad essere battuto.

1 MAGGIO 2006: LA MIA PRIMA GRAN FONDO!

eccomi qua, dopo essermi inscritto all'ultimo secondo, anche perchè ho dovuto fare al volo la tessera uisp, se no non mi iscrivevano come singolo per problemi assicurativi.
il percorso medio si snoda su 81 km e i colli sono cinque, praticamente quattro visto che livergnano non è una salita vera e propria.
si parte dai giardini margherita, i giardini di bologna. io sto dietro nella griglia perchè non sono abituato a correre in gruppo. rimango comunque stupito.. tutti partono sparati ai 40.. io vado ai 30-32 per scaldare la gamba e perchè le cinque salite mi spaventano, visto che ho appena iniziato la stagione ciclistica. risultato: rimango subito indietro! corro con pochi nelle retrovie, e a fianco mi trovo la macchina scopa, quella che raccoglie i ritirati.. meno male che dopo un po' si ferma e allora la semino!
alla prima rotonda cmq qualcuno lo supero.. si tratta di tre ciclisti per terra.. c'è già l'ambulanza e a uno stanno mettendo il collarino.. che sfiga!
incomincia la val di zena e procedo a ruota di due tizi, che poi quando incomincia la salita di quinzano lascio andare. la faccio al mio passo ma vengo su bene e incomincio a superare qualcuno.
la seconda salita, quella di loiano, mi impaurisce un po' perchè non  l'ho mai fatta e c'è un tratto al 13 % ma anche lì vengo su bene e continuo con i sorpassi..a loaino c'è il ristoro e mi rifocillo alla grande.
incomincia il discesone dove mi lancio sui 55 km/h e mi gaso, anche se il tempo è nuvolo e io sono uno dei pochi in maglietta, ma sarà l'atmosfera della gara  che non sento per niente freddo, sono concentrato sulla corsa.
mi stupisco per riuscire a salire bene anche il quarto colle, e al quinto c'è una rampa che conosco bene, quella di san donato, al 16 %. saran 200 mt.. e lì, come da programma, decido di scendere e spingere a mano.. del resto ho un pedale che si sgancia a fatica, e se mi pianto rischio  una rovinosa caduta.. come appunto fa uno davanti a me! da san donato giù a manetta per via siepelunga pennellando curve che conosco benissimo e l'arrivo trionfale ai giardini margherita!
mi vedo anche l'arrivo del vincitore della 10 colli, rasmus, che  ha fatto 180 km di salite pesanti alla media di 37 km/h, sti cazzi!!!!!

23 APRILE 2006: FINO A QUINZANO

Il primo maggio correrò per la prima volta la dieci colli di bologna, il percorso medio da 81 km, quindi la cinque colli in realtà.
Da casa mia, a castel maggiore, a quinzano, sono 50 km ad andare e 50 a tornare.
dopo san lazzaro e il bellaria, si imbocca la val di zena, che può essere definita la strada dei ciclisti bolognesi. ne troverete davvero tanti, e in compenso pochissime macchine, meglio di così non si può!
il percorso è un leggero saliscendi con qualche piccolo strappetto fino al bivio con zula. seguendo a destra l'indicazione zula incomincia una bella salita di qualche km con pendenze del 7-8 % che porta fino a pianoro, ricongiungendosi alla raticosa. scendendo si va a bologna, salendo verso loiano, poi monghidoro e infine la toscana!
io invece arrivato con il bivio di di zula non ho girato a destra ma ho proseguito dritto, per quinzano.
dopo un paio di km pianeggianti incomincia la salita, con pendenze del 7-8 % di media, lunga 5 km se ricordo bene.
 
quel gg ho fatto una fatica immane in salita, tant'è che ero molto preoccupato per la dieci colli del lunedì successivo.

VACANZE PASQUALI 2006 IN MOUNTAIN BIKE A SANREMO

1)san remo - montecarlo - san remo
piacevole giro di saliscendi.

l'aurelia è trafficata, essendo l'unica via a parte l'autostrada, però è panoramica e ci sono piacevoli
saliscendi, non è noiosa ne pesante.
a bordighera vi consiglio di lasciare l'aurelia e farvi il lungomare (molto bello il mare, bordighera è bandiera blu) per sfuggire dal traffico.
a ventimiglia all'andata ho inboccato il tunnel.. respirando miasmi...al ritorno invece ho preso la strada per ventimiglia alta, quella dove c'è la fortezza: si evita il tunnel e volendo si può dare un'occhiata
al centro storico di ventimiglia, molto meglio!
divertente espatriare in bicicletta! non l'avevo mai fatto prima. non c'è più nessun controllo alla frontiera, per cui di punto in bianco ci si ritrova in francia, precisamente a mentone!
a cap martin ho fatto la strada che passa all'esterno, sul mare, e lì c'è un tratto di vera salita.. saran 500 mt + o -, bella tosta, ma cmq è l'unica vera salita del percorso.
montecarlo me la sono girata in lungo e in largo, il punto principale direi che è la piazza dove c'è il casinò. molto divertente anche farsi con la bici tutto il circuito del gran premio di F1!! dopo aver visto per
30 anni il gp in tv, fa un certo effetto!
per mangiare vi consiglio il bar all'ingresso del giardino esotico. economico, gestori simpatici, e una vista spettacolare sul principato di monaco.

in totale, compreso il giro per le vie di montecarlo, credo di aver fatto in tutto circa 110 km o poco più.

 

2) san remo - valle argentina - colle langan - valle del fiume nervia

è un bell'anello. dopo taggia (una decina di km a est di sanremo, ottimi per scaldare la gamba) incomincia la valle argentina, che prende il nome dal torrente argentina (mi sorge il dubbio che sia di riferimento alle
sue acque davvero cristalline!).
la salita è costante ma discreta, fattibile, direi pendenze sul 3-5 %, che cmq si fan sentire sulle gambe, anche perchè il telaio della mtb presa a noleggio è un po' piccolo per me. Sfiga poi volle che a agaggio venne a piovere.. ne ho approfittato per mangiare nell'osteria del paese (c'erano solo locali e si conoscevano tutti, ero l'unico foresto) ravioli dolce e caffè.  attenzione che come mi hanno detto i locali che spesso sulla costa c'è il sole mentre nell'entroterra piove.
aspetto che smetta e riparto.. ma dopo poco riprende a piovere.. ai molini di triora giro a sinistra e dopo qualche km incomincia la terribile salita per i colli di langan.
considerato che avevo un po' di acido lattico dal giro del gg prima a montecarlo (non sono abituato a fare 2 gg consecutivi di bici e questi erano i primi giri della stagione ciclistica), considerata la pioggia (torrenziale a tratti...) sono andato in crisi.. quello che a podismo si chiama "l'orso", non so se si usa lo stesso termine per il ciclismo, cmq non ne avevo +, non andavo + avanti.. sono dovuto scendere dalla bici.. è stato un calvario
arrivare in cima al colle di langan a 1130 mt. sono 12-14 km di salita costante e bella pesante, almeno per me che appunto avevo i muscoli appesantiti, oltretutto non c'era neppure un bar per un po' di
zuccheri o liquidi..
cmq sia, una volta in cima, si gode un gran panorama, urlo liberatorio (si sente pure nel filmino che ho girato con la telecamera)  e incomincia una gran bella discesona (occhio alle buche, io cmq con la mtb sono andato bene) e occhio alle capre in mezzo alla strada.. in 20 km di discesa (bella pendente e tecnica) ho incontrato solo 3 macchine. per il resto da Pigna sono tutti tratti in leggera discesa o pianeggianti fino a ventimiglia, girando a sinistra si torna a sanremo.

sono riuscito a consegnare la bici appena in tempo.. alle 20. il titolare era già in macchina e stava per partire.. mi sarebbe toccato restare a sanremo un gg in più per consegnarli la bici!!!

 
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